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Yucatán: il tribunale revoca il permesso di coltivare soia gm

Tema trattato: OGM


29/07/2014 -

Davide vince ancora contro Golia. Sei associazioni di apicoltori Maya e di ambientalisti sono riusciti a ottenere che la giustizia messicana revocasse l’autorizzazione concessa dal Governo alla Monsanto per la semina commerciale di soia Ogm nella penisola dello Yucatan preservando la regione dalla contaminazione.


Una vittoria soprattutto per gli apicoltori dopo che erano state ritrovate tracce di polline gm nel loro miele. Ma andiamo con ordine.

Nel febbraio 2012 gli apicoltori insieme a Greenpeace, avevano presentato un’ingiunzione proprio pochi mesi dopo che la Corte superiore di giustizia dell’Unione Europea aveva stabilito che il miele presentava tracce di polline geneticamente modificato e aveva quindi imposto nuovi controlli per consentirne la commercializzazione. La presenza di Ogm aveva causato infatti un enorme allarme e in Germania, una delle principali destinazioni del miele messicano, c’era stato il blocco del prodotto per mesi. Nello stesso anno, sotto la gestione di Felipe Calderon, il ministero dell’Agricoltura messicano aveva approvato la prima semina su larga scala di soia Ogm – 30mila ettari rispetto al precedente permesso di 7.200 – su richiesta della multinazionale Monsanto, proprietaria del seme.

Ma il tribunale ha constatato che la semina di soia gm potrebbe danneggiare le attività economiche, occupazionali e ambientali degli apicoltori Maya, creando tra l’altro un stabilendo che la consultazione preventiva è necessaria nei casi di possibili effetti, cioè non è necessario che il danno sia provato.


Inoltre, il tribunale ha stabilito (…) che bisognava, prima di concedere il permesso alla Monsanto, prendere in considerazione i pareri dell'Istituto nazionale di ecologia, della Commissione nazionale delle aree naturali protette e della Commissione nazionale per la biodiversità, che avevano ritenuto impossibile la semina di soia Ogm. Inoltre, l’autorità giudiziaria ha disposto di svolgere una consultazione pubblica tra le comunità indigene di Santa Elena, Ticul, Oxkutzcab, Tekax Tzucacab, Peto e Tizimin, che vivono nella penisola dello di Yucatan, prima di poter chiedere qualsiasi altra autorizzazione a livello commerciale.


«Per gli apicoltori dello Yucatan, molti dei quali indigeni Maya, questo è un grande risultato perché si riconosce il nostro legittimo diritto a decidere sul nostro territorio e sulla nostra vita. L’apicoltura tradizionale è la nostra principale attività economica non vogliamo che il nostro miele sia contaminato da Ogm», ha detto Lorenzo Itza Ek, apicoltore Maya.



«Il flusso di polline transgenico rappresenta una macchia per la qualità del miele messicano mettendo a rischio uno dei pochi vantaggi comparativi di cui il nostro Paese gode nel mercato globale. Il Messico è il terzo maggiore esportatore di miele in tutto il mondo e il 40% del miele nazionale è ottenuto nello Yucatan; il 98% del miele della penisola viene esportato nell’Unione Europea e circa 20mila apicoltori di origine indigena vivono di questa attività», ha detto Pablo Duarte, coordinatore di Unorca-Yucatan. Nella penisola ci sono circa 348mila alveari. Miguel Lara Sosa, presidente della Società apicola maya, ha spiegato che in un ciclo di un mese si producono circa 10mila tonnellate di miele, che generano circa 400 milioni di pesos (31 milioni di dollari), anche se a volte la produzione è minore. All'inizio di quest'anno il manager ha ammesso un calo del 40%, causato in parte dalle basse temperature registrate a dicembre 2013. 

Via Agrapress
Fonte El Pais  

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