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Un mondo senza pesticidi è possibile!

Tema trattato: Agricoltura


20/02/2014 -

Slow Food Emilia Romagna, e al momento le Condotte Slow Food di Bologna, Imola, Parma, Modena, Vignola, Ravenna, Faenza, Forlì e Godo aderiscono al Coordinamento regionale "Pesticidi, no grazie!" che si è presentato lo scorso 7 febbraio,  promosso  insieme a Wwf, Legambiente, Gas dell'Emilia Romagna, agricoltori biologici, associazioni  che  si occupano di agricoltura, cibo e salute.

Ridurre da subito il più possibile l'uso dei pesticidi. Questo è l'appello che Gruppi di acquisto solidali (GAS), Associazioni ambientaliste come Wwf e Legambiente, associazioni che si occupano di cibo e agricoltura come Slow Food, agricoltori biologici, uniti nel Coordinamento regionale “Pesticidi No Grazie!”, rivolgono a tutti i sindaci dell'Emilia Romagna in una  lettera  inviata loro in questi giorni.
Il grido d’allarme è sollevato anche dal recente rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che documenta l’incremento di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee. La Pianura Padana risulta essere una delle macro aree più contaminate. Sono ancora largamente presenti sostanze ritirate dal commercio da oltre 20 anni, come l’atrazina, un erbicida noto per essere cancerogeno.
I pesticidi causano gravi danni agli ecosistemi, accrescono il rischio di malattie neurodegenerative e del cancro, interferiscono con il sistema ormonale, con effetti ancora più importanti sui feti e sui bambini. Il costo umano, ambientale ed economico di un uso intensivo dei pesticidi è inaccettabile.
L'appello chiede:
• di vietare fin da subito l'utilizzo di pesticidi e biocidi, nelle aree non agricole (zone pubbliche, parchi, cigli stradali e ferroviari, fossi, viali, orti e verde pubblico e zone private, ecc...) privilegiando metodi di controllo biologici e comunque non chimico, come previsto dalla normativa comunitaria e nazionale.
• di regolamentare le irrorazioni dei pesticidi nelle aree agricole in modo da abbattere la dispersione aerea dei prodotti chimici durante i trattamenti, di limitare l’inquinamento ambientale che è fortemente tossico per il terreno e per gli animali che vi vivono, per impedire la contaminazione dell’ambiente, di persone e cose, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili come i bambini. Le aree soggette a trattamento devono essere segnalate indicando in modo chiaro e immediato i prodotti usati e la loro pericolosità.
«Ognuno di noi, guardando le strisce di erba ingiallita, può rendersi conto di quanto sia diffuso l'uso dei erbicidi, non solo nei campi ma anche sui bordi di strade e ferrovie, lungo le sponde dei corsi d’acqua, vicino a viali, persino nei parchi e nei giardini. Quello che chiediamo non è molto di più dell’immediata applicazione delle norme comunitarie e nazionali che riconoscono i rischi potenziali dei pesticidi per la salute umana e per l'ambiente e hanno come obiettivo la riduzione il più possibile del rischio» - affermano i portavoce del coordinamento regionale.
Il coordinamento riconosce che una riduzione dell’inquinamento sarà possibile solo attraverso iniziative che supportino la transizione a tecniche agricole rispettose dell’ambiente e della biodiversità, attente alla tutela di lavoratori e consumatori.
Dal 1° gennaio è in vigore il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, con l’obbligo per gli agricoltori di adottare, almeno, tecniche colturali integrate e approcci alternativi alla difesa chimica. Come richiesto dalle associazioni di categoria, è indispensabile che gli agricoltori siano sostenuti con una formazione adeguata e fornendo loro tutte le informazioni necessarie per applicare tecniche a basso uso di pesticidi.
L’elenco completo e in continuo aggiornamento delle associazioni e realtà che aderiscono all’appello PESTICIDI, NO GRAZIE! è disponibile QUI. 
Il coordinamento regionale invita persone e gruppi ad attivarsi sul territorio per sensibilizzare semplici cittadini, agricoltori, medici, amministratori sulla pericolosità dei prodotti chimici e informare sull’uso di tecniche alternative.
Un mondo senza pesticidi è possibile!

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