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Un vino per i terremotati


07/01/2013 - Carlo Petrini dona 366 bottiglie di vino alle Osterie emiliane colpite dal terremoto

Sono le 4 del 20 maggio 2012 quando la terra trema in Pianura Padana, e a queste sono seguite poi altre scosse. Nomi come Finale Emilia, Bomporto, Mirandola e San Prospero di colpo ci sono diventati familiari. Come ogni evento sismico ha lasciato dietro se morti e distruzioni, forse provocando danni meno eclatanti degli altri terremoti ma più subdoli. Non crolli, ma numerosissime lesioni che hanno impedito l’utilizzo delle abitazioni e il proseguimento delle attività. Passare in questi luoghi 7 mesi dopo mette ancora tanta, troppa tristezza. La paura è leggibile negli occhi delle persone, nei cortili ci sono ancora i container e le case sono addobbate di chiavi e tiranti. In questi giorni La Lanterna di Diogene a Bomporto, Entrà di Finale Emilia e Bistrò di San Prospero, tre osterie colpite dal terremoto, hanno ricevuto in dono da Carlo Petrini 366 bottiglie di dolcetto vinte con il premio giornalistico “Dumini Abbate e la squadra della piazza”. Il riconoscimento, voluto dal comune di Cerretto Langhe (Cn), intitolato a un popolare giocatore di pallapugno, meraviglioso sport che ha profonde radici nel sud Piemonte e nel ponente Ligure, è assegnato a un giornalista o scrittore che si sia particolarmente distinto per interventi qualificati nella valorizzazione del mondo della pallapugno. Il pezzo di Carlo Petrini che si è aggiudicato il premio si intitola “Il libanese che scoprì il balôn“ ed è stato pubblicato su La Repubblica Torino e raccolto nel libro di Slow Food Editore “Storie di Piemonte”. La decisione di donare le bottiglie di vino rappresenta solo un piccolo gesto di solidarietà per ribadire la vicinanza di Slow Food a questa terra e ad un’attività importante come quella dell’oste. Anche in queste osterie i segni del passaggio del terremoto sono stati evidenti: putrelle che nascondono le soffitte, acetaie e cantine riorganizzate in locali improvvisati, e tanti tiranti. Ma anche tanta voglia di lasciare alle spalle questo tragico momento e promuovere il territorio e i suoi prodotti, esaltando ancora di più una radice comune: «Abbiamo ampliato la nostra attività, adesso oltre l’orto e l’acetaia c’è anche un allevamento dei maiali allo stato brado» dice Giovanni Cuocci della Lanterna di Diogene; «Con la mia famiglia abbiamo aperto anche un piccolo laboratorio di conserve» gli fa eco Franco Fregni del Bistrò. «Nonostante la mia cantina sia stata distrutta, credo sia importante non far mancare mai nei nostri locali una buona selezione di lambruschi, grande espressione delle nostre terre» aggiunge Antonio Previdi, dell’Entrà, che parla di questo vino con straordinaria competenza e grande passione. Tutti e tre hanno rimarcato come questa spiacevole vicenda abbia insegnato quanto sia importante la solidarietà ricevuta per riprendersi, per pensare al futuro con meno fatica e solitudine.


 


Valter Musso


 


Nella foto: da sinistra Antonio Cherchi, presidente di Slow Food Emilia Romagna; Antonio Previdi, osteria Entrà; Franco Fregni del Bistrò; Giovanni Cuocci e un suo collaboratore della Lanterna di Diogene.

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