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Basf rinuncia alla produzione di nuove patate gm in Europa

Tema trattato: OGM


08/02/2013 - Con tale decisione il colosso chimico tedesco mette la parola fine agli sforzi finora intrapresi per ottenere l'autorizzazione alla coltivazione nell'Ue, oltre della Amflora, di altre varieta' di patate geneticamente modificate

Il gruppo chimico tedesco Basf ha perso ogni speranza di introdurre nuove varieta' di patate geneticamente modificate nell'Unione europea. "Le richieste di autorizzazione europea per i progetti di coltivazione delle patate Fortuna, Amadea e Modena" verranno interrotte, ha fatto sapere la stessa societa' dalla propria sede centrale di Ludwigshafen (Renania-Palatinato).


Con tale decisione il colosso chimico tedesco mette la parola fine agli sforzi finora intrapresi per ottenere l'autorizzazione alla coltivazione nell'Ue, oltre della Amflora, di altre varieta' di patate geneticamente modificate. L'azienda spiega infatti che non potranno  essere garantiti ulteriori investimenti  "per via delle incertezze del contesto normativo e delle minacce di distruzione dei terreni".


In un'intervista al nostro giornale del 2009, l'ex Presidente della Basf Juergen Hambrecht aveva cosi' commentato il dibattito riguardo i possibili pericoli: "Quando mi viene chiesto della questione sicurezza, da scienziato non posso che affermare: esistono sempre dei rischi residui, ma questo vale anche per le cose quotidiane, come per un autista o un ciclista".


Gia' un anno fa, a causa dell'ampio rifiuto mostrato in Europa nei confronti dell'adozione dell'ingegneria genetica in campo agricolo, la Basf aveva interamente trasferito negli Stati Uniti la divisione Plant Science. "Anche li' la procedura di approvazione e' dura, ma gli americani trattano piu' apertamente la questione, e non sono cosi' fortemente ideologizzati", aveva dichiarato Hambrecht.


Lo scorso anno la societa' aveva inoltre bloccato lo sviluppo e la commercializzazione di tutti i prodotti transgenici destinati esclusivamente per il mercato europeo: le patate transgeniche da fecola Amflora, Amadea, Modena e la patata Fortuna.


L'associazione ambientalista Bund ha accolto con soddisfazione la volonta' della Basf di interrompere anche la procedura di autorizzazione. "Con un anno di ritardo nei consigli d'amministrazione e' finalmente tornato il lume della ragione", ha commentato Heike Moldenhauer, esperta di ingegneria genetica della Bund, sottolineando l'indisponibilita' da parte dei consumatori di accettare l'uso dell'ingegneria genetica verde.


Mute Schimpf, esperta di biotecnologia agricola per l'organizzazione ambientalista Friends of the Earth Europe di Bruxelles, ha invitato anche altre aziende a seguire l'esempio della Basf e a portare via dall'Europa le proprie colture gm.


A differenza delle patate da fecola Amflora, Amadea e Modena, che sono state sviluppate per la lavorazione industriale, la Fortuna e' stata pensata come una patata da consumo. Nel 2010 dopo una procedura durata 13 anni, l'Unione europea ha autorizzato la coltivazione della Amflora, che ha tuttavia avuto in Germania una scarsissima diffusione.


Via Agrapress/AFP

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