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Rifiuti nei cementifici, primo stop al decreto

Tema trattato: Ambiente


12/02/2013 - Il decreto che avrebbe istituzionalizzato la trasformazione dei cementifici in inceneritori di rifiuti non ha passato lo "scoglio" della commissione Ambiente della Camera, che ha espresso parere negativo in merito al provvedimento. Un segnale al governo, che nei giorni scorsi era intervenuto dopo l'appello promosso da associazioni e comitati.

Si chiamano combustibili solidi secondari (Css), e sono rifiuti. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini aveva annunciato in aprile un provvedimento che avrebbe reso "normale" smaltirli nei forni dei cementifici. Ma dopo aver passato il vaglio della commissione Ambiente del Senato il 16 gennaio scorso, lo Schema di decreto non ha ricevuto l'avallo dell'omologa commissione della Camera dei deputati, che si è riunita nel pomeriggio dell'11 febbraio.


Nei giorni scorsi, la mobilitazione di associazioni nazionali e comitati locali aveva portato i membri della commissione a ricevere 550 e-mail con l'invito ad esprimere un parere negativo.


Leggi la lettera.


Silvio Greco, responsabile area ambiente per Slow Food, commenta: «Siamo soddisfatti della decisione della Commissione della Camera, poiché bruciare rifiuti negli impianti di produzione di cemento non rappresenta assolutamente una soluzione. Bisogna riciclare e differenziare rispondendo così alle indicazioni che arrivano dall'Unione Europea. Andare a bruciare i rifiuti nei cementifici è un segno di totale violenza verso l'ecosistema e la salute dei cittadini. I contaminanti che si disperdono nell'ambiente si possono ritrovare anche nei cibi mettendone a rischio la qualità che per noi è fondamentale. Perciò siamo contenti che questo regalo all’industria del cemento sia stato stoppato».


La preoccupazione di Slow Food Italia è condivisa anche da altre associazioni e comitati, impegnati per la tutela del paesaggio, contro la presenza di inceneritori e co-inceneritori, e per promuovere una gestione sostenibile del territorio e la strategia 'Rifiuti zero'.


 

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