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Ecomostri: primo passo verso la loro estinzione?


05/08/2013 - Abusivismo edilizio tema prioritario per il Ministro Orlando

Dieci milioni di euro per il 2013 finanziati dal ministero dell’Ambiente e messi a disposizione dei Comuni per l’abbattimento di immobili abusivi costruiti in zone ad elevato rischio idrogeologico. È questo il nuovo decreto destinato a ripulire le coste italiane deturpate dal cemento selvaggio mettendole al sicuro da frane, alluvioni ed erosione. Ad annunciare il nuovo capitolo nello stato di previsione di spesa del ministero dell’Ambiente previsto dal disegno di legge è stato ieri lo stesso Ministro Andrea Orlando. Il ddl è stato approvato il 26 luglio scorso dal Consiglio dei Ministri. Orlando ha sottolineato che quello del dissesto “è un tema prioritario e il fondo consentirà ai Comuni di accedervi con l’impegno di restituire i soldi dopo aver esercitato la rivalsa nei confronti di chi ha costruito abusivamente l’immobile”. Si tratta, secondo il Ministro, di una sorta di anticipo con valenza pluriennale che possa alleviare le difficoltà finanziarie degli enti locali.


Un problema enorme quello dell’abusivismo in Italia. Un recente dossier di Legambiente ha mostrato che il 55% delle coste italiane è divorato dal cemento. E se da una parte ogni tanto arriva qualche buona notizia, come la demolizione dell’ecomostro della Scala dei Turchi, dall’altra c’è ancora molto lavoro da fare per ripulire il paese dagli edifici abusivi. Non si tratta solo di un fatto estetico, ma ne va della sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. La scelta del Ministero di destinare un fondo agli interventi di demolizione è legato al fatto che nella maggior parte dei casi, all’accertamento dell’abuso e all’adozione del relativo ordine di demolizione non consegue infatti l’esecuzione: dal 2000 al 2011, si è ad esempio stimato che in 72 comuni capoluogo di provincia, su 46.760 ordinanze emesse, solo 4.956 hanno avuto luogo. Alla base del problema il fatto che secondo le attuali norme le amministrazioni comunali hanno l’obbligo di agire in sostituzione del soggetto inadempiente per poi rivalersi economicamente su di esso per le spese sostenute. Ciò comporta per gli enti locali l’esigenza di rilevanti disponibilità finanziarie immediate. Che nella maggior parte dei casi non ci sono.


Da qui la necessità, secondo Orlando, di istituire un nuovo capitolo nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’Ambiente per mettere a disposizione dei Comuni che ne faranno richiesta appositi finanziamenti per la rimozione o la demolizione dei manufatti realizzati in assenza o in totale difformità del permesso di costruire.


Un fenomeno illegale consolidato e diffuso in tutta Italia, anche grazie all’inerzia delle istituzioni preposte a contrastarlo, alla politica dei condoni, agli interessi della criminalità organizzata e a una carente programmazione urbanistica.


Sarà davvero il primo passo verso la lotta all’abusivismo edilizio?


 


Fonte: Francesca Mancuso - Informare per resistere 
Foto: scavaliereoscurodelweb/Flickr


 


 

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