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Salviamo il Paesaggio: audizione alla Camera


29/10/2013 - A due anni esatti dalla sua costituzione, il Forum riceve l’invito delle Commissioni riunite Agricoltura e Ambiente della Camera

Questo pomeriggio alle 14, una delegazione del Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio interverrà alla Camera dei Deputati in merito a due proposte di legge (attualmente in discussione nelle Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente) dedicate al contenimento del consumo di suolo agricolo e alla valorizzazione delle aree agricole. Si tratta dei testi proposti dai primi firmatari Franco Bordo (Sel) e Mario Catania (Udc), rispettivamente proposte di legge n° 902 e 948. L’invito dei parlamentari rappresenta per il Forum un importante riconoscimento del lavoro fatto negli ultimi due anni, e anche la promessa di maggiore attenzioni delle istituzioni. 

Vi anticipiamo il documento che sintetizza il contenuto dell'intervento e la posizione del Forum in merito alle due proposte di legge pubblicato da Altreconomia.  

A due anni esatti dalla sua fondazione, avvenuta il 29 ottobre 2011 a Cassinetta di Lugagnano, il Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, per la prima volta, è chiamato a interloquire con i deputati delle Commissioni riunite agricoltura e ambiente della Camera, per esprimere il proprio parere in merito a due proposte di legge che mirano al contenimento del consumo di suolo. Consideriamo questo risultato un ottimo punto di partenza, tanto per le 934 organizzazioni che in questi due anni hanno animato le attività del Forum, e in particolare la campagna “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, quanto per il Paese, perché la nostra presenza qui, oggi, significa che il tema del consumo di suolo agricolo è ormai posto in maniera incontrovertibile nell'agenda politica del Paese. Significa, inoltre, che le azioni e le analisi dei numerosi comitati territoriali, e non solo quelle delle grandi organizzazioni ambientaliste, diventa patrimonio per il Paese.


È per questo che – fermo restando il nostro apprezzamento per le due proposte di legge sottoposte alla nostra attenzione – dobbiamo aggiungere alcune necessarie considerazioni, con l'obiettivo di dotare il Paese di uno strumento legislativo che sia il più possibile coerente con il fine proposto.

È fondamentale – innanzitutto – riconoscere che ogni intervento che vada a ridurre il consumo di suolo debba poggiare sulle solide basi della Costituzione repubblicana e, in particolare, sull'articolo 9, che indica tra i compiti della Repubblica la “tutela [de] il paesaggio e il patrimonio storico artistico della nazione” e all'articolo 44, che impone un “razionale sfruttamento del suolo”, anche a costo di porre “vincoli alla proprietà terriera privata”. Questo patrimonio, e qui corre l'obbligo ricordarlo, non è solo quello straordinario, ma anche quello degradato e tutti gli ambiti in cui si svolge la vita quotidiana, come evidenzia la Convenzione europea sul paesaggio, che il nostro Paese ha ratificato nel 2006.

È per questo che, a nostro avviso, un intervento legislativo coraggioso (quale quello necessario oggi in Italia, dato che l'Ispra certifica un consumo di suolo di 69 ettari al giorno) non possa limitarsi a disporre una riduzione del consumo di suolo agricolo, come è previsto all'articolo 3, ma persegua l'obiettivo di uno “stop al consumo di territorio agricolo e rurale”.  Che è cosa ben diversa da “una progressiva riduzione del consumo di superficie agricola”, anche perché – come evidenzia in modo accurato la tabella che abbiamo redatto – le procedure per arrivare a stabilire l'estensione massima di superficie agricola consumabile (sic!) rischia di durare un paio d'anni. Troppi.

Ci preme qui sottolineare, inoltre, la ferma contrarietà del Forum a quei passaggi che – al comma 2 dell'articolo 3 – prevedono la possibilità di derogare a quanto disposto per la realizzazione di “infrastrutture”, o – con le “Disposizioni transitorie e finali” – escludono dalla moratoria sul consumo di suolo agricolo le opere definite di pubblica utilità (Bordo) o – peggio – quelle elencate in legge “Obiettivo” (Catania). Saprete meglio di noi che di fronte alla crisi dell'industria delle costruzioni, una delle risposte per favorire la “crescita” e lo “sviluppo” del Paese è stata immaginare l'Italia coperta di autostrade (32, per l'esattezza, quelle in progetto, secondo un'inchiesta del marzo 2012 della rivista “Altreconomia”), prevedendo anche particolari agevolazioni fiscali per quei soggetti che si troveranno a realizzarle. Ecco: le nostre disposizioni transitorie e finali, prevedono la cancellazione della legge Obiettivo, uno dei temi discussi a Bologna e approvati, nel maggio scorso, durante l'ultima assemblea nazionale del Forum (trovate in allegato il documento scaturito da quella riunione). 

Per ultimo, nelle nostre osservazioni abbiamo voluto porre l'attenzione sul tema degli oneri di urbanizzazione: è bene introdurre un comma che palesemente imponga che per gli enti locali non è possibile utilizzare i proventi dai titoli abitativi edilizi per le spese correnti. È importante tornare allo spirito originario della legge Bucalossi, lasciando dietro le spalle la norma “transitoria” introdotta nel 2001 dall'allora ministro Franco Bassanini e che da allora grava – come una spada di Damocle – sul futuro di ogni superficie agricola, su ogni suolo libero.  

Slow Food è uno dei membri fondatori del Forum “Salviamo il paesaggio”. 

Fonte:  Altreconomia


 

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