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Delta del Niger: arrestati i contadini, la terra agli stranieri


10/01/2013 - Grave irruzione dei soldati in alcuni villaggi nel Sud della Nigeria

Soldati e poliziotti hanno fatto irruzione in alcuni villaggi del sud della Nigeria arrestando i contadini che contestavano la vendita delle loro terre a una società messicana: lo dicono alla MISNA gli attivisti dell’organizzazione non governativa locale Environmental Rights Action.  


Sulla base della ricostruzione fornita dall’ong, poliziotti e militari dei reparti di élite della Forza congiunta hanno fatto irruzione nei villaggi di alcune comunità di etnia ogoni dello Stato di Rivers, nella regione del Delta del Niger. Secondo Nnimmo Bassey, coordinatore di Environmental Rights Action, i militari hanno arrestato 16 persone. In manette, per alcune ore, è finita anche una donna con il suo bambino. I contadini contestavano la decisione del governo di vendere circa 3000 ettari di terreno a una società messicana che intende creare una piantagione di banani. «L’unica ‘colpa’ dei contadini arrestati – sottolinea Bassey – è aver divelto banani piantati nei loro campi senza permesso». Le comunità ogoni sono fra le più colpite dallo sfruttamento indiscriminato del petrolio della Nigeria. Secondo uno studio delle Nazioni Unite  pubblicato nel 2011, per rimediare all’inquinamento dei terreni e delle fonti d’acqua causato dalla multinazionale Royal Dutch Shell e dalla società locale Nigerian National Petroleum Corporation ci vorranno almeno 30 anni. 
Nel 2010 Slow Food ha lanciato una campagna internazionale per combattere il fenomeno del land grabbing, che purtroppo coinvolge più di 60 Paesi del Sud del mondo. Clicca qui per contribuire alla campagna e firmare le petizioni!  


Leggi qui gli ultimi articoli pubblicati sulla rivista Slowfood che analizzano la situazione in Etiopia e Mozambico.


 


Fonte: Misna  


Foto: Friends of the Earth International/Flickr


 


 


 


 

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