Slow Food
Sostienici e Associati
Tessere e vantaggi Promozioni per i soci Occasioni per i soci Convenzioni per i soci Condotte italiane
Per mangiarti meglio Orti scolastici Tessera SlowKids Tessera giovani Slow Food Rete Giovane
Mense collettive Corsi di formazione Consulenze Pubblicazioni personalizzate Partecipazione a eventi e manifestazioni
Università di Scienze Gastronomiche
Sostieni Slow Food Associati a Slow Food

Buone notizie: le api riciclano la plastica

Tema trattato: Ambiente


06/02/2014 -

Parliamo ancora di api, ma per fortuna questa volta non per raccontarvi di un nuovo pesticida che minaccia le colonie. No, oggi vi raccontiamo una nuova di questi animaletti che già tanto fanno per noi e per tutto il pianeta. Ebbene un nuovo studio ha rivelato che sono addiritutra in grado di riciclare alcuni tipi di plastica. Avete capito bene, e sapete che ne fanno? Ovviamente si costruiscono il proprio nido.
A darci questa bella notizia sono i ricercatori dell’Università di New York e di Guelph (in Canada), pubblicati poi sulla rivista scientifica Ecosphere dell’Ecological Society of America. Come noto, le api sono solite costruire i loro alveari nelle cavità del terreno o negli anfratti delle costruzioni e, per farlo, ricorrono a diversi materiali tra cui foglie, fango e piccoli sassolini. I ricercatori, analizzando alcuni nidi d’ape campione, si sono accorti come due specie di ape siano in grado di sfruttare anche degli scarti non naturali, fra cui appunto la plastica.

Si tratta della Megachile rotundata e della Megachile campanula. La prima riutilizza i frammenti delle buste di plastica per sostituire il 23% delle foglie normalmente impiegate. La campanula, invece, sembra preferire i materiali resinosi, con cui sigilla le feritoie esterne che si vengono a creare tra la cavità e il nido. Vi è però una notazione importante scoperta dai ricercatori: gli insetti non ricorrerebbero alla plastica perché confusa con la vegetazione e nemmeno perché vi sarebbe una penuria di foglie, aghi di pino e altri elementi naturali. L’analisi delle costruzioni svela come i materiali plastici siano sottoposti a processi costruttivi diversi – ad esempio, vi è una differente masticazione rispetto alle foglie – e spesso vengano preferiti alle altre disponibilità vegetali. La motivazione non è ancora ben chiara – forse si ottiene un isolamento migliore, così come è più facile mantenere la temperatura dell’alveare – ma è certamente una buona notizia per il recupero dei rifiuti. Tra le ipotesi più accreditate, c’è quella che le api abbiano scoperto le qualità delle buste nel proteggere i nidi dall’attacco dei predatori o di parassiti microscopici.

E ancora una volta abbiamo un sacco da imparare dalle nostre amiche api!

Via greenstyle.it 

|
 

Argomenti più discussi

Tutti gli argomenti trattati

Ultima ora

18/04/2014 | Questo #sloweekend ci piace molto perché durerà tantissimo!!! E per augurarvi buona Pasqua e buone...

17/04/2014 | Fervono in Paraguay i preparativi per il Karú Guasú (il grande pasto, in lingua guaraní), un rito...

17/04/2014 | «Siamo di fronte a una svolta epocale: per la prima volta il Parlamento europeo approva una legge...

16/04/2014 | Lo so, con i 5 miglior ristoranti, i dieci motivi per cui, le 7 birre migliori forse stiamo...

15/04/2014 | Teniamo alta l’attenzione sul dibattito Ogm che come sapete ci sta particolarmente a cuore. E...

   

Slow Food - C.F. 91008360041 - All rights reserved - Powered by Blulab - Connectivity by BBBell