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Pirogassificatore o gestione responsabile dei rifiuti? La scelta della Valle d'Aosta è “Green”

Tema trattato: Ambiente


26/11/2012 -

Il futuro del pianeta è condizionato dalle nostre politiche ambientali e dall’uso sostenibile delle risorse disponibili. Se correttamente trattati, i rifiuti sono una di queste. Ce l’hanno ricordato, in questi mesi, i cittadini della Regione autonoma Valle d'Aosta, che il 18 novembre hanno votato al referendum indetto per decidere la futura modalità di gestione dei rifiuti in valle, dimostrando grande maturità e lungimiranza.


Tutto è partito da una proposta di legge regionale (la n. 31 del 3 dicembre 2007, pubblicata nel B.U.R. n. 34 del 16 agosto 2011 e depositata in Consiglio regionale il 29 dicembre 201) in materia di nuove disposizioni per la gestione dei rifiuti, che prevedeva l'installazione di un pirogassificatore per l'eliminazione dei rifiuti mediante l'incenerimento, un impianto con capacità di smaltire circa 200 tonnellate di rifiuti al giorno ad un costo complessivo di 225 milioni di euro.


Una scelta tutt'altro che sostenibile dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello ambientale perché il trattamento dei rifiuti a caldo, oltre a distruggere una risorsa che potrebbe essere riutilizzata, espone la popolazione a pericolosi inquinanti (diossine, polveri sottili, ecc.) perché i filtri di questi costosissimi impianti non trattengono il particolato ultrafine. Inoltre la combustione dei rifiuti urbani, composti da un'enorme varietà di materiali e quindi con composizione chimica molto variabile, causa il problema dello smaltimento delle ceneri, che sono considerate uno “scarto speciale” e richiede l'allestimento di una discarica per rifiuti speciali, comportando costi aggiuntivi.


Per queste ragioni, diversi comitati e associazioni regionali- tra cui la condotta di Slow Food della Valle d'Aosta – si sono mobilitati elaborando una proposta alternativa, in linea con le direttive europee, che ha portato a un referendum propositivo di modifica della norma stessa. Essa prevede la riduzione della produzione dei rifiuti con l'applicazione di un piano regionale, il riciclo, la raccolta differenziata e la gestione della parte umida, la raccolta porta a porta e la tariffazione secondo il principio “chi meno inquina meno paga”, il riuso con la costituzione di centri specializzati nel recupero dei materiali, il trattamento meccanico biologico della piccola parte di rifiuti che rimane dopo il riciclo e la separazione dell’umido, costituendo la cosiddetta “fabbrica dei materiali”.


Nonostante la forte campagna a favore dell'astensionismo incoraggiata da alcuni promotori del pirogassificatore, l'affluenza ai seggi è stata inaspettatamente alta: 50.909 cittadini, pari al 48,92% degli aventi diritto, di cui 24.037 uomini e 26.872 donne. A favore del “sì”, e dunque contro il pirogassificatore, sono stati 47.143 votanti, pari al 94,02%, contro 3.000 voti (5,98%) a sostegno dell'impianto; 436 schede bianche e 339 schede dichiarate nulle. Una bella vittoria, che ha premiato la determinazione nella difesa del benessere comune e della salvaguardia ambientale. La speranza è che l'impegno dimostrato dalla popolazione valdostana possa essere un esempio non solo per la società civile ma anche per le istituzioni.


Anselme Bakudila - Centro Studi Slow Food

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