14/11/2012
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Assapori e Slow Food Calabria hanno lanciato una iniziativa di solidarietà per la giornata del 24 novembre, quando decine di ristoranti e osterie della regione proporranno ai propri clienti almeno un piatto con la lenticchia di Mormanno
Il terremoto non finisce quando la terra smette di tremare. Cè un terremoto che mette paura, che fa scappare nelle strade, che rompe i vetri delle case e che a volte distrugge le vite e le cose, e poi viene un terremoto silenzioso, che comincia quando tutto si placa e che corrode lentamente le esistenze. A Mormanno (Cs), e negli altri centri del Pollino, la terra non ha ancora smesso di tremare e già è cominciato il secondo tempo di questo tragico evento. La quotidianità dei suoi abitanti è fatta di paura e di solitudine, di sacrifici e preoccupazione, di una economia che rinsecchisce e di un paese che rischia di spopolarsi. Coloro che gestiscono una qualche attività commerciale subiscono danni giornalieri, le disdette e le rinunce si accumulano, mentre chi vuole o deve restare osserva gli altri andare via e con loro vede evaporare la speranza che tutto ritorni rapidamente comera prima.
E ora, dunque, che ciascuno di noi può e deve dare il proprio contributo. Sono eroi coloro che si precipitano sui luoghi di un terremoto, che spalano tra le macerie e che confortano le vittime ma sono eroi anche coloro che contribuiscono alla ricostruzione, che soffiano la vita tra le strade con piccoli gesti concreti.
Ognuno secondo le proprie possibilità ed inclinazioni, ovviamente. Ed è per questo che Assapori il consorzio di qualità della ristorazione calabrese - e Slow Food Calabria hanno lanciato una iniziativa di solidarietà che si concretizzerà nella giornata del prossimo 24 novembre, quando decine e decine di ristoranti e osterie della nostra regione proporranno ai propri clienti almeno un piatto con la lenticchia di Mormanno. Come è già stato anticipato dagli organi di stampa, liniziativa sta riscuotendo un enorme successo e sono già una cinquantina i locali che vi hanno aderito e che contribuiranno con la loro partecipazione a diffondere la conoscenza e lutilizzo di una vera eccellenza della produzione agricola calabrese. E si prova un certo orgoglio nel sottolineare come per una volta siano i calabresi a mobilitarsi e a prendere liniziativa, senza aspettare lintervento di nessun soggetto pubblico, sia esso di livello nazionale o di livello regionale.
Come è già accaduto nel caso dellEmilia Romagna, Slow Food vuole essere fisicamente vicina alle donne e agli uomini che vivono il dramma del terremoto e vuole contribuire a far ripartire immediatamente quella piccola economia delle campagne, delle osterie, delle produzioni di eccellenza che rappresenta lelemento vitale di ogni comunità e una prospettiva realistica di futuro. Proprio nel Pollino si trovano due dei presidi calabresi il moscato di Saracena e, appunto, la lenticchia di Mormanno ovvero due di quei saperi produttivi tradizionali che, per la loro unicità e per la loro qualità, Slow Food Italia ha deciso di tutelare e di promuovere. Su questo progetto si può costruire unidentità territoriale, unidea di sviluppo, una speranza per il dopo. La promozione di queste due eccellenze è oggi un impegno rilanciato a livello calabrese dai migliori interpreti della nostra cucina ma condiviso a livello nazionale dai vertici di Slow Food. Con loro contiamo di intraprendere nuove iniziative e di portare nei prossimi mesi la lenticchia di Mormanno e il moscato di Saracena nei più noti ristoranti italiani, da dove siamo certi non usciranno più.
Sognando Bottura il futuro è già ricominciato. Ed ha il sapore della lenticchia!