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Neonicotinoidi: l'Europa aprirà gli occhi e bandirà questi pesticidi nocivi all'ambiente?

Tema trattato: Unione Europea


20/03/2013 -

Il 15 marzo scorso gli Stati membri dell'Unione Europea non sono riusciti a prendere una decisione per bandire tre insetticidi diffusamente impiegati e direttamente collegati alle morie di api. Tredici Stati membri hanno votato a favore della proposta della Commissione, cioè a favore del bando dei tre neonicotinoidi imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam. Sfortunatamente, 5 Stati membri si sono astenuti e 9 si sono opposti alla proposta, sostenendo necessaria una nuova fase di negoziati. Nel frattempo, questi pesticidi continuano a restare sul mercato. Lo European Beekeeping Coordination, con cui collabora  Slow Food,  è estremamente deluso dal risultato del voto.


Che cosa aspetta l'Unione Europea per proteggerci da questi pesticidi, responsabili dell'uccisione in massa delle api? «Il Commissario europeo alla salute e politica dei consumatori Tonio Borg aveva sottolineato che ''la tutela della salute della popolazione delle api in Europa è di grande importanza non solo per il settore agricolo, ma anche per l'eco-sistema e l'ambiente nel suo complesso”» , commenta Francesco Panella, presidente U.N.A.API. La legislazione europea afferma che i pesticidi possono essere ritirati dal mercato se la scienza dimostra che essi hanno effetti inaccettabili sulle api, sulla biodiversità e sull'ecosistema.


La stessa European Food Safety Agency (EFSA), gli esperti scientifici della Direzione generale per la salute e i consumatori che vigilano sulla sicurezza dell'Unione Europea, hanno riconosciuto, in base all'evidenza scientifica, il rischio elevato che questi insetticidi neonicotinoidi rappresentano per le api. Tuttavia, l'Unione Europea è stata incapace di agire per bandire i neonicotinoidi. Ciò è avvenuto perché evidentemente 14 Stati membri hanno ritenuto più credibili gli argomenti dell'industria dei pesticidi di quelli dei consulenti scientifici della Commissione.


La fase di negoziato sulla proposta della Commissione inizia adesso. Considerando la lunga persistenza di questi pesticidi nell'ambiente (ad esempio, nel caso del clothianidin, fino a 19 anni), la loro ampia diffusione nell'ambiente e la loro elevata tossicità per le api (più di 7000 volte in paragone al DDT), la sospensione mirata dei neonicotinoidi per un periodo di due anni proposta dalla Commissione non era ritenuta la soluzione ideale da parte degli apicoltori, ma era meglio di niente. Oggi, gli apicoltori sono seriamente preoccupati, temendo che il processo negoziale porti a una decisione politica debole. «Il crescente e inarrestabile degrado è conseguenza certa e lampante di una declinazione della  produzione agroindustriale sempre più appiattita sulla pretesa di ottenere risultati culturali a prescindere dai fenomeni vitali che generano la vita stessa. Si è oramai giunti a negare addirittura i fondamenti basilari della scienza agronomica. L’abbandono della rotazione delle colture genera ad esempio evidente incremento esponenziale delle popolazioni di parassiti che in tal maniera sono accuratamente “allevate e incentivate”. Tali modalità produttive  “necessariamente” impongono  l’uso di “armi chimiche” sempre più potenti e persistenti: distruttive», continua Panella. «La sensibilità e l’allarme su tali  questioni  coinvolge e sollecita attenzione di sempre più ampi settori della società. È quindi già scritta quella che sarà necessariamente la fine dei neonicotinoidi killer delle api e di vita: il loro divieto totale! Quando e come dipenderà anche dalla capacità di pressione dei cittadini europei!», conclude.


Lo European Beekeeping Coordination spera che le decisioni politiche prese dall'Europa si fonderanno sui pilastri legislativi europei, vale a dire il principio di precauzione e il giudizio basato su argomenti scientifici.


Per maggiori informazioni: Perché i neonicotinoidi minacciano la salute e la sicurezza ambientale dell’Unione Europea?


A cura di Alessia Pautasso

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