03/11/2011
-
Ma il Paese ha davvero bisogno dei transgenici?
(Commenti 4)
La strada per linferno è lastricata di buone intenzioni.
Il Corno dAfrica sta subendo la più grave crisi alimentare degli ultimi 60 anni. Per far fronte al crescente numero di persone che soffrono la fame, il Kenya ha pensato bene di autorizzare con un decreto ufficiale limportazione e la coltivazione di OGM.
Con questo provvedimento il Kenya è il quarto Paese africano ad aprire le porte ai transgenici, assieme a Sud Africa, Egitto e Burkina Faso.
La nuova legge ha incontrato la ferma opposizione di organizzazioni ambientaliste, diversi parlamentari e produttori agricoli locali. Questultimi in particolare temono che lintroduzione di sementi GM possa provocare contaminazioni nei prodotti locali e non sia la soluzione per raggiungere la sicurezza alimentare.
Teresa Anderson, della Fondazione Gaia, afferma: «L80% dei produttori su piccola scala conserva i propri semi e li scambia con gli altri. Questa pratica sta a fondamento dellagricoltura locale. Se i semi geneticamente modificati contaminassero un campo (tipo attraverso unimpollinazione accidentale), i contadini non potrebbero più conservare i propri semi per la stagione successiva, poiché si tratterebbe di un prodotto brevettato.
Inoltre il vero problema attuale dellagricoltura keniota è la siccità. Le piante OGM che verranno utilizzate sono resistenti a certi tipi di pesticidi o producono tossine per essere immuni da alcuni parassiti, ma non vi sono al momento piante modificate geneticamente per resistere a prolungati periodi di siccità. In una parola, gli OGM nel Corno dAfrica sarebbero alquanto inutili.
Secondo, anche se gli OGM consentissero una maggior produzione (e questo è tutto da vedere), non si risolverebbe il problema, il quale sta principalmente nellinefficacia dei canali di distribuzione. I media kenioti hanno mostrato più volte come in alcune zone del Paese aziende agricole abbiano a disposizione grosse quantità di surplus di cereali. Ma, impossibilitate a raggiungere alcuni mercati per vendere alle persone questi prodotti, li hanno utilizzati per nutrire il bestiame.