Fao, rapporto Sofa 2009 La produzione mondiale annua di carne raddoppierà nei prossimi quarantanni
Tema trattato: Allevamento
01/03/2010
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Per una zootecnia più sostenibile
«Per una zootecnia più sostenibile» è il tema centrale della pubblicazione annuale Fao più importante: The State of Food and Agriculture 2009 (Sofa).
Il bestiame rappresenta il 40 per cento del valore complessivo della produzione agricola e fornisce mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare a circa un miliardo di persone. A livello mondiale, fornisce il 15% del totale di energia alimentare e il 25% delle proteine.
Aumento dei redditi, incremento demografico e urbanizzazione sono le ragioni trainanti dell'aumento della domanda di prodotti animali nei Paesi emergenti. E le proiezioni Fao indicano che per soddisfarla, la produzione mondiale annua di carne raddoppierà per il 2050, passando dagli attuali 228 milioni di tonnellate a 463 milioni, con la popolazione bovina che si stima aumenterà dagli attuali 1,5 a 2,6 miliardi di capi e quella ovina e caprina da 1,7 a 2,7 miliardi di capi.
Questo aumento, che riguarderà soprattutto gli allevamenti di modello industriale, aggraverà la pressione sugli ecosistemi, attualmente già preoccupante.
Il rapporto evidenzia la necessità di rafforzare l'efficienza nell'uso delle risorse naturali del settore e ridurre l'impronta ecologica della produzione animale. «L'obiettivo è quello di assicurare che la crescita della produzione non crei un'eccessiva pressione sullambiente, sulla biodiversità, sul territorio, sulle risorse forestali e sulla qualità dell'acqua, e non contribuisca al riscaldamento globale». Secondo la Fao, occorrerà sviluppare nuove tecnologie per riuscire a realizzare il potenziale del settore di contribuire alla mitigazione e all'adattamento al cambiamento climatico mediante migliore capacità di monitorare, segnalare e verificare le emissioni prodotte dal settore zootecnico. «In certi casi, il suo impatto sugli ecosistemi è sproporzionato rispetto al suo peso economico» afferma nellintroduzione Jacques Diouf, direttore generale Fao.
Il Sofa 2010 sottolinea che i piccoli allevatori, i cui metodi sono di gran lunga i più sostenibili, incontrano grandi difficoltà a restare competitivi di fronte a sistemi produttivi intensivi e di vaste dimensioni. Il rapporto avverte: «Un divario sempre più ampio sta emergendo tra coloro che possono profittare di questa accresciuta domanda di prodotti animali e coloro che ne sono tagliati fuori. [...] I governi devono anche riconoscere e proteggere la funzione di rete di sicurezza che svolge la zootecnica per i più poveri [...] perchè svariati milioni di abitanti delle zone rurali praticano lallevamento con metodi di produzione tradizionale per assicurare i mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare».