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Quando il vino incontra la cola...

Tema trattato: Educazione del gusto


22/07/2013 -

Pare che i francesi non siano più quei buontemponi bevitori di una volta e che negli ultimi anni il numero degli estimatori di Bacco sia appassito come acini lasciati al sole troppo a lungo…


I gloriosi tempi del Dopoguerra, quando, nell’immaginario comune, ogni francese che si rispettasse trascorreva l’intera giornata con un bicchiere di vino rosso in mano, sono ormai un lontano ricordo: solo il 17% dichiara di bere un bel bicchiere di vino ogni giorno, mentre addirittura il 38% dice di non bere affatto. Perbacco!

E che fanno i produttori per correre ai ripari e tamponare questa disfatta? Semplice: aggiungono la cola al vino. Una trovata frutto, forse, di quel ancora troppo vivo seppur confuso ricordo dell’Erasmus 2001/2002 a Vigo…

Insomma il fatto è questo: la Hausmann Famille, ramo della Châteaux en Bordeaux, si prepara a lanciare (il mese prossimo, siamo salvi ancora per qualche settimana) il Rouge Sucette, letteralmente “lecca lecca rosso”, bevanda dal dubbio gusto composta da vino rosso e cola. Per ottenere le migliori prestazioni, servire fredda. Prezzo al pubblico: 2 euro e 30 centesimi, meno della Coca cola forse. La speranza è quella «Invogliare la “generazione Coca cola” alle gioie dell’uva» ci fa sapere l’azienda. La “generazione Coca cola” mancava proprio, come anche questa innovativa strategia di educazione al gusto… 

Per fortuna qualcun altro la pensa come me, e Nicolas Clerc, francese a capo del London’s Old Bengal Warehouse sospetta una machiavellica manovra per conquistare i mercati asiatici: «Dove i vini dolci sono molto popolari. Ma è anche possibile che il Rouge Sucette ottenga un certo successo persino in Francia, magari nei supermercati». Dove probabilmente gli adolescenti ne faranno man bassa.

Ora, capisco che magari d’estate non tutti abbiamo proprio voglia di vini “importanti” (anche se un nebbiolo in fresco potrebbe stupirvi assai)… ma non è meglio un buon vecchio spritz?

A cura di MIchela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Fonte:
indipendent.co.uk

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