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A Treviso i cibi cambiano il mondo

Tema trattato: Eventi


13/12/2012 - Fino al 16 dicembre, nell'ambito nell’ambito del progetto europeo 4Cities4Dev.

In occasione di Salone del Gusto e Terra Madre 2012, Slow Food ha organizzato, nella città di Torino, una mostra fotografica che illustra - attraverso le immagini delle comunità di tutto il mondo – il profondo legame fra il cibo e il territorio, l’ambiente, i modelli di sviluppo, il rapporto fra nord e sud del mondo, e le conseguenze delle nostre scelte quotidiane (quando mangiamo, acquistiamo, coltiviamo…) sul futuro del pianeta.


La mostra presenta piccole esperienze positive, proposte concrete di sviluppo sostenibile, e suggerisce, attraverso i volti, i prodotti e le storie delle comunità del cibo di Slow Food, soluzioni locali ai grandi problemi ambientali e sociali e culturali legati al cibo.


Il titolo della mostra è “Cibi che cambiano il mondo” e, per la prima volta dopo Torino, vieve presentata negli spazi dell'hotel BHR di Treviso, con inaugurazione lunedì 10/12 alle ore 10 e fino al 16/12/12, nell'ambito nell’ambito del progetto europeo 4Cities4Dev.


4Cities4Dev è un progetto co-finanziato dall'Unione europea, che coinvolge Slow Food e quattro città europee, tra cui Torino (in qualità di capofila).


Tra i suoi obiettivi, la descrizione del particolare approccio Slow Food alla cooperazione allo sviluppo. Un approccio che parte dal cibo come elemento aggregatore di questioni sociali, culturali e ambientali, e che unisce aspetti solitamente separati: la tutela della biodiversità, la sostenibilità ambientale, l’attenzione alle culture locali, il sostegno alle economie locali, l’educazione…


Per descrivere quest'approccio sono stati individuati sette casi studio in altrettanti paesi africani: la bottarga di muggine delle donne Imraguen (Mauritania), il caffè selvatico della foresta di Harenna (Etiopia), lo yogurt dei Pokot con la cenere (Kenya), i somé dei Dogon (Mali), la vaniglia di Mananara (Madagascar), il cuscus salato di miglio dell’isola di Fadiouth (Senegal) e gli orti comunitari di N'Ganon e Nangounkaha (Costa d'Avorio). Ognuno di questi progetti ha stabilito una sorta di gemellaggio con una delle città partner: Riga con la vaniglia del Madagascar, Bilbao con lo yogurt del Kenya e il caffè dell'Etiopia, Torino con i somé del Mali e il couscous del Senegal, Tours con la bottarga della Mauritania e gli orti della Costa d'Avorio.


I diversi casi sono stati scelti in modo da poter toccare diversi aspetti del lavoro di Slow Food in Africa e settori cruciali come la pesca (bottarga), la pastorizia (yogurt), i cereali (cuscus), la salvaguardia delle ricette tradizionali (somé), i prodotti che arrivano sul mercato globale, un tempo definiti “coloniali” (caffè e vaniglia) e gli orti comunitari.


Il progetto coinvolge da un lato le comunità del cibo africane, dall'altro istituzioni, fondazioni e Ong attive nel mondo della cooperazione.


L’altro importante obiettivo del progetto è la sensibilizzazione dei cittadini europei sul tema del consumo alimentare, e sulle implicazioni delle scelte quotidiane sugli equilibri tra nord e sud del mondo.


Il 10 dicembre, in tutto il mondo, Slow Food festeggia il "TerraMadre Day": innumerevoli momenti di incontro tra le comunità del cibo, i produttori e i cittadini.


L'ingresso alla mostra è libero
La sede della mostra è:
BHR Treviso Hotel
via Postumia-Castellana 2
Quinto di Treviso sulla statale TV-VI


Il progetto 4Cities4Dev

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