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Processo agli Ogm

Tema trattato: OGM


25/02/2014 -

Un convegno in forma di processo, con tanto di pubblico ministero (Daniela Rubino), avvocato della difesa (Ernesto Caracciolo), presidente del tribunale (Luigi Ferrari) e cancelliere (Elisabetta Andreis, giornalista del Corriere della Sera) per decidere se rifiutare o accogliere l'accusa per strage di biodiversità a carico degli Ogm.
Organizzato dal circolo Pd Tombon a Milano sabato 22, l'evento è stato seguito nella sala del Teatro Litta da un folto e partecipe pubblico mentre veniva anche trasmesso in diretta streaming.
Tre i testi della difesa (Silvano Dalla Libera - VP Futuragra Vivaro, Paolo Marchesini – Assobiotech, Chiara Tonelli - Università di Milano) e tre quelli dell'accusa (Carlo Modonesi - Università di Parma) Fortunato Trezzi (Coldiretti Como-Lecco), Cinzia Scaffidi - Slow Food) che non potevano interloquire tra loro ma che venivano interrogati, per una ventina di minuti circa, dal loro avvocato di riferimento per poi essere contro interrogati dall'altro.


La giuria era composta da un gruppo di 16 ragazzi.
Dopo un dibattimento ricco e vivace, in cui l'incontro si è chiuso con un colpo di scena: l'avvocato della difesa infatti ha sostanzialmente patteggiato, chiedendo (a fronte della richiesta di condanna all'ergastolo ovviamente presentata dal pubblico ministero) una formula dubitativa che è stata quella maggiormente votata dai ragazzi:

«Applicazione di misure di sicurezza, con obbligo di dimorare presso gli istituti di ricerca che dipendono dal ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, sino all'esclusione di qualsiasi rischio per la biodiversità e la salute umana derivante dal consumo di tali prodotti e alla dichiarazione di cessazione della loro pericolosità sociale».

Al di là del gioco del processo (nel quale all'accusa per strage non poteva che corrispondere una richiesta di condanna definitiva), questo è esattamente ciò  che da sempre chiedono tutte le associazioni e le persone che si dichiarano contrarie agli OGM: l'applicazione di rigorose misure di precauzione e ruolo centrale della ricerca indipendente. 
L'intero processo si può rivedere qui

Cinzia Scaffidi
c.scaffidi@slowfood.it 

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