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Quel tappo antirabbocco è un argine salva olio

Tema trattato: Sostiene Slow Food


14/05/2013 -

L’olio di buona qualità è un amplificatore del piacere gastronomico. Eppure spesso la ristorazione lo trascura e mette in tavola prodotti anonimi o, peggio, difettosi, magari utilizzando le bottiglie vuote di ignare aziende, di cui danneggia così l’immagine. Con l’entrata in vigore della legge “salva olio italiano”, che prevede l’obbligo del tappo antirabbocco si porrà un primo argine a questa abitudine, e verranno messi all’angolo con pesanti sanzioni quei marchi che evocano una specifica zona geografica che non coincide con l’effettiva origine delle olive usate. Sono molti gli attori che propongono l'extravergine: l'industria, gli imbottigliatori, le aziende agricole, i frantoiani, gli oleifici - privati e cooperativi -, con obiettivi e prerogative diverse, e con un corollario di possibili furberie,  frodi commerciali, svariate forme di agropirateria e contraffazioni. Le importazioni di olio da olive in Italia sono aumentate: si tratta perlopiù di oli di basso prezzo e bassa qualità, non sempre extravergini, che spesso vengono miscelati (magari previa deodorazione) assumendo una nuova identità. Italiana. Il regolamento Comunitario prevede l'indicazione in etichetta della provenienza delle miscele (comunitarie e/o non comunitarie), ma spesso le scritte sono microscopiche e i caratteri si confondono il colore dello sfondo. Il danno per chi lavora seriamente, per la sicurezza alimentare, per il consumatore è evidente. La nuova legge interviene sulla leggibilità delle etichette, sul mercato e sulla concorrenza, detta regole severe per contrastare le frodi, disciplina la vendita sottocosto. Niente male se all’atto legislativo seguirà l’attuazione diligente, cosa non affatto scontata. Occorrerebbe inoltre una politica commerciale legata al territorio (ci sono le Dop ma non sono risolutive) per valorizzare le varietà locali, un patrimonio che consente la tipizzazione della produzione e un'ampia varietà di espressioni organolettiche. La vera ricchezza del made in Italy, che una pubblicazione come Guida agli extravergini (Slow Food Editore), presentata ieri a Slow Fish, prova a raccontare ogni anno.

Diego Soracco
Curatore del volume Guida agli extravergini 2013
Da La Stampa del 13 maggio 


 

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