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Dieci anni di attività: il bilancio dell'Efsa

Tema trattato: Unione Europea


12/11/2012 -

Fondata nel 2002, l’Efsa (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) celebra quest’anno il suo decimo anniversario e chiuderà domani la settimana di festeggiamenti con un convegno in cui si farà il bilancio di questi dieci anni di attività per delineare le sfide future. Oggi, invece, si inaugura la nuova sede, appositamente costruita, sempre a Parma, per ospitare lo staff e le attività dell’Agenzia.

Il bisogno di un’autorità pubblica che supervisionasse la sicurezza degli alimenti che raggiungono le nostre tavole fu abbastanza chiaro dopo gli scandali alimentari degli anni Novanta, dal morbo della mucca pazza alle contaminazioni da diossina. Fu dunque costituito un organo indipendente con lo scopo fornire una valutazione scientifica sui cibi immessi sul mercato. Un’Autorità che servisse da sostegno alla Commissione Europea per elaborare ed emettere un parere positivo o negativo alla distribuzione di cibi e bevande. Dagli Ogm agli additivi, dai residui di pesticidi al benessere animale, da ormai 10 anni l’EFSA si avvale della consulenza di esperti esterni per valutare gli studi scientifici esistenti al momento del giudizio ed esprimere un parere.

Eppure la strada da percorrere per garantire completamente l’indipendenza della valutazione è ancora lunga. Per fare un esempio, l'Efsa non è un istituto di ricerca e da statuto non può condurre test sperimentali in proprio: analizza i dossier presentati da chi richiede l’autorizzazione e considera l’eventuale letteratura già esistente. Il budget che ha a disposizione sembra altissimo, oltre 70 milioni di euro l’anno, ma in realtà buona parte serve per il mantenimento della struttura e il pagamento dei dipendenti, mentre gli esperti che collaborano non ricevono una retribuzione specifica per il loro lavoro. Due punti su cui si potrebbe ancora lavorare. 

Per più informazioni sul decennale clicca qui
Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it 

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