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Crescono gli imprenditori stranieri in Italia: boom dei cinesi

Tema trattato: Commercializzazione


12/08/2014 -

In questi giorni di dati altalenanti, tra Moody’s che taglia le stime sul Pil, mentre pare che Ocse non sia dello stesso parere, ve ne riportiamo uno che sicuramente ci può far riflettere. Anche alla luce delle ultime e folgoranti dichiarazioni del nostro ministro dell’Interno. 

Stando ai numeri assoluti, segnala l’Ufficio studi della Cgia, sembra che almeno una parte dell’imprenditoria presente nel nostro Paese non conosca la crisi. Si tratta delle aziende guidate da stranieri che, tra il 2012 e il 2013, sono aumentate del 3,1 per cento, toccando, in valore assoluto, quota 708.317. Quelle condotte da cinesi hanno addirittura registrato un vero e proprio boom: nel periodo preso in esame sono aumentate del 6,1 per cento, superando di poco la soglia delle 66.000 unità. Niente a che vedere con lo sconfortante risultato conseguito dalle imprese italiane che, purtroppo, sono diminuite dell’1,6 per cento. Ovviamente, fanno notare dalla Cgia, bisogna ricordare che nei primi due casi stiamo parlando di qualche centinaio di migliaia di imprese, nel terzo caso, invece. Degli oltre 708 mila imprenditori stranieri presenti nel nostro Paese, il Marocco è il Paese di provenienza che ne conta il maggior numero: 72.014. Segue la Romania, con 67.266 e, subito dopo, la Cina, con 66.050di milioni di attività.

I settori maggiormente interessati dalla presenza degli imprenditori provenienti dall’“impero celeste” sono il commercio, con quasi 24.050 attività (con un buon numero di imprese concentrate tra i venditori ambulanti), il manifatturiero, con poco più di 18.2000 imprese (quasi tutte riconducibili al tessile-abbigliamento e calzature) e la ristorazione-alberghi e bar, con oltre 13.700 attività.  Rispetto al 2008, le attività economiche cinesi presenti in Italia sono aumentate addirittura del 42,9 per cento, contro un incremento medio dell’imprenditoria straniera che si è attestata al 23,1 per cento.

La Lombardia, con oltre 14.000 attività, è la regione più popolata da aziende guidate da imprenditoriali cinesi: seguono la Toscana, con poco più di 11. 800 attività, il Veneto, con quasi 8.000 e l’Emilia Romagna, con oltre 6.800. In queste quattro Regioni si concentra oltre il 60 per cento del totale degli imprenditori cinesi presenti nel nostro Paese. Ultima curiosità: lo scorso anno si è verificato un forte calo delle rimesse, l’ammontare complessivo delle somme di denaro inviate verso la Cina dagli immigrati cinesi presenti in Italia è stato di 1,10 miliardi di euro. Meno della metà dell’importo registrato nel 2012 (2,67 miliardi di euro).


Insomma, i dati parlano chiaro: i lavoratori stranieri danno più che una mano alla nostra bisastrata economia. Siamo davvero sicuri di poterli insultare con espressioni per giunta fuori moda? 

A cura di Michela Marchi
via Cgiamestre.com 

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