Il parassita ghiotto delle piante create per combatterlo
20/08/2012
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Il ritorno alla rotazione delle colture la soluzione migliore.
Ormai da qualche mese l’EPA (Environmental Protection Agency) ha iniziato a ricevere diversi rapporti da numerosi stati nordamericani, che denunciano come le piante di mais stiano soccombendo agli attacchi della Diabrotica virgifera, un parassita del mais conosciuto anche come il parassita da un miliardo di dollari, in riferimento alla spesa annuale che i contadini statunitensi devono sostenere per tenerlo a bada. Secondo quanto pubblicizzato finora, l’arma più efficace per combatterlo era l’utilizzo di un seme di mais geneticamente modificato, creato e commercializzato per prima dalla Monsanto, che permette alle piante di resistere agli attacchi di diabrotica. Proprio le stesse piante su cui ora il parassita sta proliferando. I rapporti di infestazione ricevuti dalle varie coltivazioni sono ora al vaglio dell’EPA, nell’attesa che arrivi una dichiarazione ufficiale direttamente dalla Monsanto, la quale, al contrario, sembra negare la portata del problema.
La soluzione immediata più facilmente praticabile ora per gli agricoltori sembra quella di incrementare l’uso di pesticidi per combattere il parassita, a scapito, ovviamente, dell’impatto ambientale, sociale ed economico.
Oltre al danno, la beffa: ironicamente, la soluzione migliore per sconfiggere questo parassita resta quella di tornare al sistema di rotazione delle colture, come si faceva in passato. Anzi, pare che l’assenza di rotazione abbia in qualche modo stimolato la diffusione del parassita: l’insetto, infatti, nutrendosi esclusivamente di mais, sarebbe uscito rafforzato dalla successione negli anni di queste coltivazioni, mentre l’alternanza con altre coltivazioni l’avrebbe destinato a morte certa. Una soluzione non così ben vista dal la Monsanto e dalle altre compagnie produttrici di sementi e prodotti chimici.