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Il calcio europeo si mobilita per il Sahel

Tema trattato: Fame nel mondo


28/03/2012 - Dal 30 marzo al 2 aprile giornate calcistiche contro la fame

Dal 30 marzo al 2 aprile l'iniziativa "Il Calcio Professionistico contro la fame" mobiliterà i tifosi in centinaia di stadi calcistici in tutta Europa in una campagna a favore della regione africana del Sahel, dove una gravissima crisi umanitaria provocata da un concatenarsi di cause quali siccità, povertà cronica, prezzi alimentari alle stelle e conflitti minaccia milioni di persone.
Promossa dall'Associazione delle Leghe Europee di Calcio Professionistico (EPFL), dalla Commissione Europea e dalla FAO, dal 30 marzo prenderà il via la terza, e quest'anno più estesa, "Giornata calcistica europea contro la fame" che lancerà un appello affinché si intervenga con urgenza a favore delle popolazioni del Sahel.  Il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, assisterà a Dortmund alla partita tra il Borussia Dortmund ed il VFB Stoccarda.
Per la data finale del 2 aprile il messaggio e le iniziative connesse avranno raggiunto milioni di tifosi in tutta Europa, da Glasgow a Vienna, da Malaga a Novosibirsk, coinvolgendo oltre 300 club calcistici di 20 leghe europee in 16 paesi.
"Dobbiamo intervenire adesso e aiutare queste popolazioni ad aiutare se stesse", ha dichiarato José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO.  "Allo stesso tempo dobbiamo lavorare per rafforzare la capacità di risposta delle comunità locali, per interrompere il circolo vizioso che le porta da una crisi all'altra e per evitare che siccità significhi inevitabilmente carestia".

Il calcio megafono di sensibilizzazione
Si stima che siano circa 16 milioni le persone a rischio carestia nel Sahel, per lo più famiglie di piccoli contadini e di pastori.  L'ECHO (l'Ufficio Affari Umanitari della Commissione Europea) e la FAO stanno fornendo aiuti urgenti nella forma di cibo, programmi in denaro e distribuzione di fattori produttivi agricoli oltre ad interventi di più lungo periodo, che affrontano le cause di fondo delle crisi ricorrenti del Sahel, tesi a proteggere e rimettere in piedi i mezzi di sussistenza delle comunità.
"Il calcio è un veicolo perfetto per mettere in luce la grave situazione che stanno vivendo le popolazioni del Sahel", ha affermato Kristalina Georgieva, Commissaria europea per la Cooperazione Internazionale, gli Aiuti Umanitari e la Risposta alle Crisi.  "Per dare una risposta adeguata a questa emergenza, è necessario che governi, donatori e agenzie lavorino insieme.  Uniti possiamo salvare vite umane".
"Il calcio è il più grande unificatore del mondo", dice Sir David Richards, Presidente della EPFL. "Le leghe e i giocatori sono consci del potere e della popolarità del nostro sport e siamo fieri di usare questo potere per far conoscere realtà che altrimenti passerebbero sotto silenzio.  Il calcio europeo professionistico fornisce un megafono a questo messaggio affinché si riesca a mandare a queste persone l'aiuto urgente di cui hanno impellente bisogno".
Il calciatore spagnolo e Ambasciatore di Buona Volontà della FAO Raúl Gonzáles Blanco ha affermato: "Abbiamo bisogno del sostegno pubblico per crisi di queste dimensioni.  Nessuno sa meglio dei calciatori quanto sia importante avere lo stadio dalla tua parte per vincere la partita".
Patrick Vieira, ex star del calcio francese e anch'egli Ambasciatore di Buona Volontà della FAO, originario del Senegal - uno dei paesi colpiti dalla crisi- ha detto: "Noi siamo responsabili verso coloro che sono in difficoltà senza che ne abbiano colpa alcuna".  "Il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale, nessuno al mondo d'oggi dovrebbe soffrire la fame".
L'ex giocatore bulgaro e Ambasciatore di Buona Volontà della FAO, Hristo Stoichkov, che l'anno scorso ha visitato il Burkina Faso per vedere da vicino il lavoro congiunto della Commissione europea e della FAO, ha così commentato: "Ho avuto l'opportunità di toccare con mano il loro lavoro per salvare vite umane e cambiare quello che sembrava un destino segnato.  Questi progetti aiutano le persone a nutrirsi da sole e a prepararsi meglio al domani.  Credo che sia un tipo di aiuto corretto, che serve ad aiutare le persone che ne hanno più bisogno". 
"E' una sconfitta per tutti quando qualcuno, in qualche parte del pianeta, muore di fame", ha affermato il calciatore brasiliano Roberto Carlos, giocatore e assistente allenatore nel club di serie A russo Anzhi Mahackala, che ha aggiunto: "E' ancora più triste quando sappiamo che la tragedia può essere evitata.  Uniti possiamo salvare tantissime vite nel Sahel".
L'ex portiere della nazionale italiana e ambasciatore di questa campagna di mobilitazione per la Lega di serie A, Francesco Toldo ha sottolineato che: "La gente del Sahel deve sapere che il mondo non si è dimenticato di loro.  Questo week-end il calcio europeo esprimerà tutta la sua solidarietà nei loro confronti affinché sappiano che non sono soli".
Un'altra star del calcio internazionale, il calciatore spagnolo Roberto Soldado, ha affermato: "Tutti insieme possiamo impedire che questa crisi diventi una catastrofe umanitaria di ampie dimensioni".
L'ex calciatore tedesco, e attuale allenatore nella Bundesliga, Felix Magath ha affermato: "Chiederemo ai nostri tifosi di unirsi a noi nel sollecitare soccorsi urgenti a favore delle popolazioni del Sahel".
Tra gli altri ambasciatori della campagna a favore del Sahel vi sono Herbert Prohaska (nominato dalla Österreichische Fußball Bundesliga austriaca); Steffen Freund (per la DFL Deutsche Fußball Liga GmbH tedesca); Vidar Riseth (per la Toppfotball norvegese), Jerzy Dudek (per la Professional Football League polacca) e Alexey Medvedev (per la Football National League della Federazione russa).

Il calcio contro la fame
La "Giornata calcistica europea contro la fame" è l'evento principale dell'iniziativa "Il Calcio Professionistico contro la fame", la campagna lanciata nel 2008 dalla EPFL (l'Associazione delle Leghe Europee di Calcio Professionistico), che rappresenta le 30 leghe di calcio europeo più grandi e circa 800 club.
L'anno scorso il Dipartimento della Commissione Europea per gli aiuti umanitari e la protezione civile (ECHO) - uno dei donatori umanitari più grandi al modo - si è unito a questo partenariato e l'attenzione della campagna si è rivolta verso il lavoro che l'ECHO e la FAO svolgono per ricostituire i mezzi di sussistenza delle popolazioni colpite da disastri.
Le emergenze hanno conseguenze devastanti sulle comunità rurali povere dei paesi in via di sviluppo, dove le persone dipendono per lo più dall'agricoltura per la propria sopravvivenza.  La FAO e l'ECHO aiutano queste comunità a rimettersi in piedi, a tornare produrre ed essere così autosufficienti e in grado di provvedere al proprio sostentamento, affrontando al tempo stesso le cause di fondo della loro vulnerabilità per incrementare la loro capacità di risposta a possibili crisi future. 


Fonte: fao.org

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