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Un brasiliano a capo del WTO


05/09/2013 - Si annuncia un periodo di riforme all’interno dell’Organizzazione mondiale del commercio. Ma tra i vertici di nuovo nessuna donna

Roberto Azevedo è il nuovo direttore generale del WTO.  Primo brasiliano alla guida dell’organizzazione, la sua candidatura fu lanciata nel 2012 dal Capo di Stato Dilma Rousseff, che commenta così l’elezione del suo nuovo connazionale: “Non è una vittoria del Brasile, nè di un gruppo di Paesi, ma di tutta l‘Organizzazione mondiale del commercio“. Il cinquantacinquenne diplomatico originario di Salvador di Bahia, è da sedici anni a Ginevra e sarà in carica per i prossimi 4 anni. Conosce molto bene la meccanica dei negoziati commerciali, sappiamo infatti che contribuì a far condannare gli Stati Uniti per le sovvenzioni al cotone e l’Europa per quelle dello zucchero.


Il Brasile, di nuovo protezionista con la nuova presidentessa in carica dal 2010, sta vivendo un momento di forte sviluppo economico. Dal 2003 ha assunto la difesa dei paesi in via di sviluppo all’interno del WTO e da allora fa parte dei grandi negoziatori, guidando insieme all’India i paesi di nuova industrializzazione al G20. Con Azevedo alla direzione, il Brasile acquista una posizione centrale nei rapporti di scambio internazionale.
Il nuovo direttore, in carica dal primo settembre, intende dare “un nuovo slancio vitale per sbloccare il sistema commerciale multilaterale” e la conferenza interministeriale di Bali di dicembre sarà l’occasione giusta per precisare i suoi programmi che annunciano diverse riforme istituzionali.
Pare quindi aprirsi una nuova era per l’Organizzazione mondiale del commercio, gli stati membri sembrano voler progredire verso una semplificazione delle procedure doganali con un conseguente abbassamento dei costi del commercio. Azevedo ha intanto scelto i suoi collaboratori, quattro vicedirettori e un capo di gabinetto rappresentanti dei propri paesi e appartenenti ai diversi continenti. Nessuna donna è stata scelta per far parte dei vertici.
Per Richard Baldwin, professore di economia internazionale al Graduate Institute di Ginevra “non è il WTO che ha bisogno di riforme ma i suoi stati membri” che devono superare egoismo e miopia.


 


Fonte: Le Monde - Agrapress


Letizia Morino


l.morino@slowfood.it


 

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