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Terra Madre Balcani


05/07/2012 - Oltre 150 delegati provenienti da più di 10 Paesi sono arrivati per discutere, confrontarsi, raccontare le proprie esperienze in questo angolo di Europa, crocevia di popoli, culture e religioni.

Non è certo bastato il caldo a fermare i tanti delegati arrivati a Sofia negli scorsi giorni. Per la seconda volta consecutiva, infatti, dal 29 giugno al 1 luglio, la capitale bulgara è stata al centro di Terra Madre Balcani, l’incontro che ogni anno riunisce la rete di Slow Food e di Terra Madre della regione. Per tre giorni oltre 150 delegati provenienti da più di 10 Paesi – tra cui numerosi produttori di Presìdi e di comunità del cibo – sono arrivati per discutere, confrontarsi, raccontare le proprie esperienze in questo angolo di Europa, crocevia di popoli, culture e religioni.


C’era l’atmosfera delle grandi occasioni alla conferenza inaugurale incentrata sul ruolo della società civile per promuovere lo sviluppo rurale sostenibile nella nuova Politica Agricola Comunitaria, cui hanno partecipato, oltre ai delegati, Paolo Caricato, della Direzione Generale Commissione Salute e Consumatori, e Alina Ujupan, del Gabinetto del Commissario all'Agricoltura e Sviluppo Rurale Dacian Ciolo?.


Nei due giorni di incontri e conferenze, è emersa tutta la voglia di raccontarsi e di trovare risposte ai tanti problemi che accompagna le tante comunità del cibo di questa regione, troppo spesso ostaggio di istituzioni nazionali sorde ai bisogni dei piccoli produttori e del mondo rurale.


Terra Madre Balcani è stata però soprattutto un’occasione di festa, dove si sono susseguiti eat-ins, tavole rotonde, degustazioni, attività di educazione sensoriale per i bambini e un mercato (Taste the Balkans) in cui è stato possibile degustare e conoscere prodotti unici provenienti da tutti i paesi della rete: formaggi, confetture, distillati, erbe e molto altro ancora. Tra i delegati, tanti i giovani presenti che, con entusiasmo, hanno raccontato il proprio impegno per un’agricoltura e una pesca sostenibile: è il caso di Burcu Gezeroglu e Biriçim Ozhuy, giovani socie di Slow Food a  Istanbul, attive nella campagna per la salvaguardia del lufer (pesce serra).


Presente all’evento, Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food, ha dato appuntamento al 2014, magari non più a Sofia ma in un’altra capitale della regione. “Non possiamo pensare di cambiare il mondo dell'alimentazione se non cerchiamo di capire che cosa succede alle porte di casa nostra”, ha spiegato. “I Balcani sono parte di noi e dell'Europa. Siamo davanti a una sfida epocale: promuovere un nuovo modello di sviluppo o rassegnarci alla scomparsa di un mondo antico, più saggio”. E ha proseguito rilanciando con forza l’Arca del Gusto, progetto della Fondazione Slow Food. “Ogni paese dei Balcani dovrà arrivare a Torino al prossimo Salone del Gusto e Terra Madre con almeno 30 nuovi prodotti sull’Arca” ha dichiarato, aggiungendo: “L’Arca del Gusto dev’essere uno strumento di denuncia pubblica, dev’essere la fotografia del patrimonio gastronomico-culturale di ciascun paese, una mappa che consenta di visualizzare la minaccia dell’erosione della biodiversità”.


Ora non resta che attendere il prossimo Salone del Gusto e Terra Madre. A Torino (25-29 ottobre), i Balcani saranno presenti con i prodotti di oltre 50 comunità del cibo dei Presìdi Slow Food. Formaggi artigianali e di montagna, vini e distillati, erbe aromatiche e piante medicinali insieme alle confetture accompagneranno il visitatore alla scoperta di una straordinaria biodiversità.  Da secoli territorio di transumanza, i Balcani sono il simbolo per eccellenza della convivialità: dall’ampia gamma di distillati dell’Anatolia fino alle isole della Dalmazia all’ineguagliabile tradizione legata all’uso – tutto femminile – delle piante aromatiche e dei medicinali, ai pascoli e alle foreste incontaminate che forniscono eccezionali marmellate, composte e confetture di frutta.


Cucina con noi, ecco una serie di ricette con i Presìdi Slow Food dei Balcani…


Di Paola Nano

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