Slow Food Sostienici e Associati
Tessere e vantaggi Promozioni per i soci Occasioni per i soci Locali amici - sconti e tesseramento Condotte italiane
Per mangiarti meglio Orti scolastici Tessera SlowKids Tessera giovani Slow Food Rete Giovane
Mense collettive Corsi di formazione Consulenze Pubblicazioni personalizzate Partecipazione a eventi e manifestazioni
Università di Scienze Gastronomiche
Sostieni Slow Food Associati a Slow Food

Riforma della politica comune della pesca: primo passo avanti ma non ancora abbastanza

Tema trattato: Unione Europea


16/05/2013 -

Chiusi da poco i battenti di Slow Fish a Genova, manifestazione in cui si è parlato anche della riforma della Politica Comune della Pesca e delle prospettive future per il settore, torniamo sul tema per commentare le ultime notizie trapelate dal Consiglio dei Ministri della Pesca dell’Unione Europea appena conclusosi a Bruxelles. Al centro dell’incontro, la necessità di fermare l’overfishing e di ripristinare un livello di sostenibilità degli stock ittici.


Dopo due giorni e una notte di estenuanti trattative portate avanti dalla Presidenza irlandese, il meeting ha portato a casa alcuni risultati che le associazioni giudicano positive, altri maggiormente criticabili. «Riconosciamo che il Consiglio dei Ministri della Pesca ha fatto un importante passo avanti sostenendo il recupero degli stock ittici», ha dichiarato Serena Maso, coordinatore nazionale di OCEAN2012, coalizione di cui fa parte anche Slow Food. «Tuttavia i Ministri non hanno stabilito un termine ultimo entro il quale gli stock ittici devono essere ricostituiti. Ciò renderà più difficile stabilire limiti di pesca che consentano il recupero degli stock europei senza ulteriori ritardi».

Secondo Marco Costantini, responsabile mare del Wwf Italia: «Nonostante l'accordo tra gli Stati membri sia un passo avanti positivo, purtroppo quanto raggiunto dai ministri soddisfa solo per metà le ambizioni espresse dal Parlamento Europeo nella proposta per salvare la pesca». Titubante anche la relatrice del Parlamento europeo per la riforma, Ulrike Rodust (S&D): «Mi sarebbe piaciuta una decisione più coraggiosa». Lo scorso febbraio, infatti, il Parlamento Europeo aveva già votato a larga maggioranza per una riforma della Politica Comune della Pesca di vasta portata che avrebbe consentito la ricostituzione degli stock ittici senza ulteriori ritardi.
Più positiva, invece, la Commissaria alla Pesca Maria Damanaki secondo cui «un accordo è possibile entro giugno». A breve, infatti, il Parlamento analizzerà il nuovo testo del Consiglio, decidendo se accettare o meno il “compromesso”, prima che i negoziati proseguano con i prossimi incontri il 28 e 29 maggio.

Soddisfatto, secondo quanto riporta una nota dell’Ansa, anche il neo Ministro italiano per la Pesca Nunzia De Girolamo riguardo al divieto dei rigetti di pescato in mare: l'entrata in vigore di questo nuovo obbligo per i piccoli pelagici come acciughe e sardine (il 30% delle catture della flotta italiana) scatterà non più nel 2014, come inizialmente previsto, bensì nel 2015, permettendo al settore di affrontare le nuove regole con più tempo e tranquillità. Per le altre specie del Mediterraneo (dai naselli alle triglie sino alle vongole), l'obbligo scatterà invece il primo gennaio 2019. Sui rigetti in mare è stata poi introdotta una clausola di tolleranza del 5% (invece del 7% iniziale): una quota che il Consiglio Ue considera inevitabile e che dovrà essere applicata, per quanto concerne il Mediterraneo, nell'ambito dei piani di gestione già in vigore. Quest'ultimo elemento – fanno sapere gli esperti europei - riguarda una precisa richiesta della delegazione italiana sostenuta da tutte le altre delegazioni del Mediterraneo - Francia, Spagna e Grecia – allo scopo di evitare nuovi e pesanti adempimenti burocratici, e valorizzare gli strumenti normativi già messi a punto.

«Per una più puntuale analisi, ci riserviamo analizzare il documento, mentre rispetto alla posizione dell’Italia, ci preoccupa che il nuovo Ministro De Girolamo, pur avendo dimostrato interesse e sensibilità partecipando la scorsa settimana a Slow Fish, sia intervenuta mitigando le posizioni espresse precedentemente dal nostro Paese. Riteniamo che difendere le attività economiche legate alla pesca passi innanzitutto per la tutela dei mari e delle specie più a rischio», dichiara Silvio Greco, presidente del Comitato scientifico di Slow Fish.

Elisa Virgillito
e.virgillito@slowfood.it

|
 

Argomenti più discussi

Tutti gli argomenti trattati

Ultima ora

15/09/2014 | Con l'aumento esponenziale del consumo di carne, la Cina si è gettata a capofitto nella ricerca di...

12/09/2014 | Previsioni per i lettori: da domani il tempo dovrebbe essere clemente in tutta la Penisola e allora...

10/09/2014 |  Se vi siete imbattuti in una gallina gigante in piazza San Marco, tranquilli non avete esagerato...

10/09/2014 | Michel Bras è nato nel 1946 e ha mosso i suoi primi passi come cuoco aiutando la madre nell'...

09/09/2014 | Da oggi il popolo della Gran Bretagna può decidere di comprare una versione gourmet di uno dei...

   

Slow Food - C.F. 91008360041 - All rights reserved - Powered by Blulab - Connectivity by BBBell