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A rischio d'estinzione gli squali del Mediterraneo e del Mar Nero

Tema trattato: Pesca


15/03/2013 - Si temono gravi implicazioni per gli ecosistemi marini e per la catena alimentare

Nel Mediterraneo e nel Mar Nero gli stock di squali nel corso degli ultimi duecento anni sono diminuiti drammaticamente, e adesso sono a rischio d'estinzione, con serie implicazioni per l'intero ecosistema marino e la catena alimentare della regione, denuncia un nuovo studio della FAO.


«Nel Mar Mediterraneo, nel corso degli ultimi duecento anni, gli squali sono diminuiti di oltre il 97%, sia in numero che nelle catture»  Si legge nel rapporto.  «Adesso sono a rischio d'estinzione se la pressione esercitata dalla pesca continua». Anche nel Mar Nero, nonostante le informazioni siano scarse, le catture delle principali specie di squalo si sono circa dimezzate a partire dall'inizio degli anni '90.

«Una triste conferma di quanto Slow Food sostiene da anni – commenta Silvio Greco presidente del Comitato scientifico di Slow Fish – Sono centinaia e centinaia gli squali che arrivano nelle tavole degli italiani e in regioni come la Toscana, il Lazio la Campania e l’Emilia addirittura sono quasi la metà del pescato. Facciamo attenzione: palombo, verdesca, smeriglio, razze e vitella di mare sono squali, come lo sono lo spinello e lo spinarolo che vengono utilizzati nei bastoncini di pesce come se fossero di merluzzo solo perché queste specie sono dette anche “merluzzo di roccia”. E se non bastasse li si uccide anche per sbaglio con reti destinate ad altri pesci e in Estremo Oriente esclusivamente per le loro pinne che servono per preparare una zuppa molto ricercata. Rinunciare alle ali di razze fritte può essere un piccolo sacrificio a fronte di un grande aiuto agli ecosistemi marini: gli squali sono in cima alla catena alimentare dei mari, con uno straordinario ruolo di regolatore»

Lo studio Elasmobranchs of the Mediterranean and Black Sea: Status, Ecology and Biology, è stato condotto dalla Commissione Generale della Pesca per il Mediterraneo, uno dei diversi organismi regionali della FAO che lavora nel settore pesca.

Pericolo d'estinzione

Lo studio ha scoperto che le specie di pesci cartilaginei, come gli squali e le razze, «sono di gran lunga il gruppo di pesci marini più a rischio d'estinzione nel Mediterraneo e nel Mar Nero, dove si è a conoscenza di 85 specie.  Delle 71 specie stimate nel Mar Mediterraneo nel 2007, 30 di esse (vale a dire il 42%) sono oggi state definite sotto minaccia, tra queste il 13 % "in condizioni critiche di estinzione" , l'11% a rischio ed il 13% vulnerabili.  Un altro 18% è stato categorizzato come quasi minacciato.


studioI pesci cartilaginei vengono così chiamati perché hanno lo scheletro fatto di cartilagine piuttosto che di lische.  All'interno di questo gruppo gli squali e le razze sono denominati scientificamente Elasmobranchii.  Le loro caratteristiche biologiche tra cui il basso tasso di fecondità, una maturità tardiva e la crescita lenta li rendono più vulnerabili rispetto ai pesci con le lische, poiché i loro tassi di rigenerazione sono più lenti.  E' per questi motivi che questioni come la pesca eccessiva, un largo impiego di pratiche di pesca non selettive ed il degrado dell'habitat colpiscono queste specie più di altre.


In linea generale gli squali e le razze non vengono pescati deliberatamente nel Mediterraneo e nel Mar Nero, ma catturati casualmente.  Gli sbarchi annuali di pesca segnalati nel Mediterraneo e nel Mar Nero ammontano al momento a circa 7.000 tonnellate, rispetto alle 25.000 tonnellate del 1985 - una chiara indicazione della gravità del declino.


E' comunque vero che adesso la pesca degli squali si sta intensificando a motivo di una domanda crescente di  pinne, carne e cartilagine di squalo.


Fonte: Fao.org


Della tutela degli stock ittici e degli ecosistemi marini si parlerà a Slow Fish, dal 9 al 12 maggio a Genova. Qui il sito della manifestazione

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it 

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