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I “10 saggi” del Presidente Napolitano cancellano l'Agricoltura

Tema trattato: Editoriale


16/04/2013 - La Commissione istituzionale voluta dal Presidente della Repubblica ha consegnato le due relazioni al Capo dello Stato. Il lascito al suo successore prevede anche la riduzione delle Commissioni parlamentari (da 14 a 9) a discapito, tra le altre, della Commissione agricoltura

Tra le proposte redatte dalla commissione dei “dieci saggi”, incaricati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di offrire spunti concreti per superare l’attuale situazione di stallo politico, c’è anche quella di ridurre le Commissioni permanenti in seno al Palamento portandole dalle attuali 14 a 9. Un suggerimento che, se accolto, eliminerebbe la Commissione Agricoltura, oltre ad accorpare quella dell’Ambiente con quella delle Infrastrutture e Trasporti. 

«Non si capisce il senso di questa decisione», ha dichiarato Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia «Dove sta la saggezza nel decidere di tagliare un organismo che ha competenza su un settore strategico per il nostro Paese? Proprio in questo momento di crisi l’agricoltura assume una funzione importantissima, non ha senso penalizzarla. Anche la proposta di accorpamento tra Ambiente e Infrastrutture occorre sia meglio approfondita poiché troppo spesso in Italia le infrastrutture sono state in antitesi all’ambiente e se un accorpamento significa la definitiva sottomissione di quest’ultimo, non possiamo vederci d’accordo. La politica ha sprecato tanto denaro pubblico e tanto ancora ne sta sprecando, meglio però rivedere la logica di alcune proposte di taglio.» 

In questa corsa al taglio selvaggio, pare non si riesca a elaborare scelte strategiche in grado imboccare la svolta necessaria per l’Italia. Un disappunto condiviso da più parti politiche e sociali e sottolineato dal presidente dei senatori di Sel, Loredana De Petris e dal senatore Dario Stefàno, ex coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura: «Tale scelta la consideriamo dannosa e assurda per diverse ragioni. L’agricoltura e più in generale l’agroalimentare, sono tra i pochi settori economici che in questo momento di crisi ancora resistono, pur tra mille difficoltà, e che hanno una valenza strategica per il futuro del Paese. Sul fronte dell’export, peraltro, l’agroalimentare è forse l\'unico col segno positivo. Inoltre, negli scenari globali il cibo (accessibilità-scarsità) è una delle grandi questioni su cui i decisori politici dovranno cimentarsi». 

L’auspicio è naturalmente che questo suggerimento non venga accolto e non trovi seguito.

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