27/02/2012
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Se non si ha la malizia dei romani che conoscono bene la loro città, il rischio di prendere cantonate resta sempre alto
Per i non indigeni, passare un giorno a Roma in centro tra le sue attrazioni maestose pone sempre il problema serio di pasteggiare evitando i famigerati locali acchiappa-turisti. Che si sia in visita per piacere o che capiti per motivi di lavoro, in qualche modo bisognerà farsi guidare. Se non si ha la malizia dei romani che conoscono bene la loro città, il rischio di prendere cantonate resta sempre alto, come del resto avviene in tutte le principali mete turistiche italiane. E questo nonostante a Roma la ristorazione (“alta” e “bassa”, tradizionale o creativa, lenta per la sera o veloce per il pranzo) abbia fatto negli ultimi anni dei passi da gigante, migliorando molto il livello e la varietà di proposte.
Si è nei pressi del Pantheon davanti al colonnato o a Campo de’ Fiori mentre ci si perde nei suoni, nei colori e negli odori del mercato: è ora di mangiare, come ci si orienta tra le mille proposte a disposizione? Per me la bibbia naturalmente è la Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food, che ora è anche disponibile in formato App per I-phone, da consultare mentre si passeggia o ci si sposta da un appuntamento all’altro. Per chi cerca la tradizione più genuina c’è da fidarsi, e due indirizzi me l’hanno confermato. Sono proprio uno a Campo de’ Fiori e l’altro al Pantheon, capisaldi di romanità tra orde di turisti che non mancano nella Capitale neanche quando la meteorologia non invoglierebbe. A Campo de’ Fiori, a due passi da Piazza Navona, in Piazza della Cancelleria c’è “Grappolo d’oro Zampanò”: colpisce subito il servizio gentile e disponibile, che stride in un contesto fatto soprattutto di “butta-dentro” e della sciatteria dei posti che mirano ai turisti più sprovveduti. Siamo dentro il palazzo della Confraternita de’ Macellai, in due sale luminose dove la proposta gastronomica è curata da Stefania Pinto e la buona accoglienza è invece seguita da Antonello Magliari. C’è da spaziare in tutto lo scibile della cucina romana con grande attenzione alle materie prime (verdure di stagione sempre perfette): dalle polpette di coda e bollito ai tonnarelli cacio e pepe. Agnello alla romana o il picchiapò (splendido esempio di cucina degli avanzi, in questo caso per il bollito) si segnalano tra i secondi e un plauso va alla passione per i vini di Antonello, che ha costruito una carta molto intelligente, ricca e capace di stimolare la curiosità di chi ama bere bene e scoprire cose nuove.
“Da Armando al Pantheon” invece è a trenta metri in linea d’aria dal famoso colonnato. I figli di Armando, Claudio in sala e Fabrizio in cucina continuano con la proposta tradizionale creata del padre, mentre il locale ha appena compiuto 50 anni. 50 anni di solida esperienza che si sentono tutti per esempio quando si mangiano i bucatini alla gricia: sono paradigmatici. Anche qui l’affabilità e gentilezza dei gestori si distingue in positivo nella media del panorama ristorantizio della zona e il locale è davvero il prototipo dell’osteria romana. Un grande stanzone pieno di oggetti con la cucina in fondo è il luogo dove vanno in scena i menu del giorno tipici di Roma: aliciotti all’indivia (di tradizione ebraica) il martedì, ossobuco il mercoledì, gnocchi il giovedì, pasta e ceci il venerdì. Al sabato ci sono le lasagne, ma solo a pranzo, perché il locale la sera è chiuso: forse non c’è indizio migliore per capire quanto questo locale sappia rimanere fedele a se stesso.
Il Grappolo d’oro e Da Armando sono due tavole per avere la garanzia di sentirsi davvero a Roma quando si è nella Capitale, due approdi quanto mai sicuri.
Segnalazioni:
Grappolo d’oro Zampanò
Piazza della Cancelleria, 80-84
Tel. 06 6897080
Una certezza a Campo de’ Fiori, dove poter provare un ampio raggio di proposte della tradizione romana.
Da Armando al Pantheon
Salita de’ Crescenzi, 31
Tel. 06 68803034
Da 50 anni questa trattoria familiare non tradisce. È il posto dove mangiare i migliori bucatini alla gricia o provare la tradizione dei piatti del giorno romani.
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